certificazioni motori elettrici

Catalogo motori elettrici CHTMOTOR

I motori elettrici Chtmotor sono idonei per le più svariate applicazioni ed impieghi con prestazioni eccezionali. I prodotti Chtmotor.com sono conformi alle Direttive di prodotto applicabili come richiesto in tutti i paesi della Comunità Europea, per garantire un opportuno standard di sicurezza.

Gamma prodotti
  • Motori elettrici igienici IP69K in acciaio/alluminio

  • Motori elettrici trifase – IE4 IE3 IE2 IE1

  • Motori elettrici monofase

  • Motori elettrici autofrenanti

  • Motori elettrici compatti

  • Esecuzioni motori fuori standard

CERTIFICAZIONI QUALITÀ

I prodotti Chtmotor.com sono conformi alle Direttive di prodotto applicabili come richiesto in tutti i paesi della Comunità Europea, per garantire un opportuno standard di sicurezza.

ESECUZIONI SU MISURA

Impregnazione supplementare avvolgimento, protezione da IP56 a IP67, motore senza ventola per ventilatore, cuscinetto isolato elettricamente, verniciature speciali etc.

SUPPORTO TECNICO

Un team di professionisti al vostro servizio, con competenze stabilite e stimolato dal continuo aggiornamento, è a vostra disposizione per offrire suggerimenti qualificati per i prodotti più adatti.

MOTORI ELETTRICI MODUGNO

Ampia gamma di motori elettrici IE1 / IE2 / IE3 / IE4

Motori elettrici standard – motori trifase

Il gruppo di motori trifase include macchine elettriche il cui funzionamento è basato su un campo magnetico rotante posto nel traferro compreso tra lo statore e il rotore. La macchina più importante e comunemente utilizzata di questo gruppo è il motore trifase asincrono a induzione, nella configurazione a gabbia di scoiattolo, caratterizzato da:

design semplice e robusto
affidabilità operativa elevata
funzionamento a bassa manutenzione
basso prezzo

Nella tecnica di azionamento elettrico in genere vengono utilizzati i seguenti motori elettrici:

motori trifase asincroni (rotori a gabbia di scoiattolo, rotori ad anelli, motori di coppia)
motori asincroni monofase a corrente alternata
servomotori asincroni o sincroni
motori a corrente continua

Poiché i motori dotati di convertitori di frequenza garantiscono un controllo della velocità migliore e più semplice e richiedono una manutenzione meno frequente, i motori ad anelli a corrente continua o alternata sono sempre meno usati. Altri tipi di motori trifase asincroni hanno un’importanza marginale nella tecnica di azionamento e, pertanto, non saranno descritti in dettaglio in questa sede.

Se si combina un motore elettrico, per es. un motore trifase, con un riduttore, si ottiene un cosiddetto motoriduttore . Indipendentemente dal principio elettrico, il modo in cui il motore è montato su un riduttore è di particolare importanza in termini di costruzione meccanica del motore stesso.

Come funzionano i motori trifase?

Struttura

Rotore
Lungo le scanalature del pacco laminato del rotore si trova una bobina, iniettata o inserita (per es. di alluminio e/o rame), cortocircuitata a entrambe le estremità per mezzo di anelli dello stesso materiale. Le barre con gli anelli di corto circuito ricordano una gabbia e da qui deriva il secondo termine comunemente usato per indicare i motori trifase, ovvero “motori a gabbia di scoiattolo”.

Statore
La bobina, circondata da resina sintetica, è inserita nella scanalatura chiusa per metà del pacco laminato dello statore. Il numero e l’ampiezza delle spire varia, così da ottenere numeri di poli diversi (velocità). Insieme all’alloggiamento del motore, il pacco laminato forma lo statore.

Scudi
Gli scudi sono realizzati in acciaio, ghisa grigia o ghisa di alluminio e sigillano l’interno del motore, rispettivamente sul lato A e B. L’esecuzione costruttiva nel passaggio allo statore determina il tipo di protezione del motore.

Albero del rotore
Il pacco laminato sul lato rotore è applicato a un albero d’acciaio. Le due estremità dell’albero attraversano gli scudi, rispettivamente sul lato A e B. Sul lato A è applicata l’estremità dell’albero di uscita (che nel motoriduttore è configurato come l’estremità del pignone), mentre sul lato B sono montati la ventola con le pale per l’autoventilazione e/o i sistemi complementari, per es. i fremi meccanici e l’encoder, ecc.

Alloggiamento motore
Per potenze medio-basse, l’alloggiamento del motore può essere realizzato in ghisa di alluminio. In caso di potenze superiori tutti gli alloggiamenti vengono costruiti in ghisa grigia. All’alloggiamento è applicata una scatola terminali, in cui le estremità dello statore sono collegate a una morsettiera per il collegamento elettrico da parte dell’utente. Le alette di raffreddamento estendono la superficie dell’alloggiamento, facendo aumentare la dispersione di calore nell’ambiente.

Ventola, copriventola
La ventola montata sul lato B dell’estremità dell’albero è coperta da un copriventola, che convoglia attraverso le scanalature dell’alloggiamento il flusso d’aria prodotto durante la rotazione, indipendentemente dalla direzione di rotazione. Una lamiera di protezione opzionale impedisce che, in caso di montaggio verticale, (piccole) parti cadano nella grata del copriventola.

Cuscinetti
I cuscinetti presenti negli scudi, rispettivamente sul lato A e B, collegano meccanicamente le parti rotanti a quelle fisse. In genere vengono utilizzati cuscinetti scanalati, più di rado cuscinetti a rulli cilindrici. Le dimensioni dei cuscinetti dipendono dalle forze e dalle velocità che i singoli cuscinetti devono assorbire. Sistemi di tenuta di vario tipo garantiscono che nel cuscinetto siano mantenute le proprietà lubrificanti necessarie, impedendo la fuoriuscita di oli e/o grassi.

Principio di funzionamento
Il sistema di avvolgimento simmetrico in tre fasi dello statore è collegato a una rete di corrente trifase con tensione e frequenza idonee. In ciascuno dei tre avvolgimenti di fase scorrono correnti sinusoidali della stessa ampiezza, tra le quali c’è uno scarto temporale di 120°. Poiché tra gli avvolgimenti di fase c’è anche uno scarto spaziale di 120°, lo statore crea un campo magnetico che ruota con la frequenza della tensione applicata.

Questo campo magnetico rotante, definito in breve campo rotante, crea una tensione elettrica negli avvolgimenti o nelle barre del rotore. Poiché la bobina è cortocircuitata dall’anello, si ha un flusso di correnti di corto circuito. Oltre al campo rotante, queste correnti creano delle forze e producono una coppia al di sopra del raggio del rotore, che accelera la velocità del rotore nella direzione del campo rotante. All’aumento della velocità del rotore corrisponde la diminuzione della frequenza della tensione generata nel rotore, poiché questo riduce la differenza tra la velocità del campo rotante e la velocità del rotore.

Le tensioni indotte, che dunque risultano inferiori, provocano correnti meno intense nella gabbia del rotore e, di conseguenza, forze e coppie di minore intensità. Se il rotore raggiungesse la stessa velocità del campo di rotazione, la rotazione sarebbe sincrona e non verrebbe generata alcuna tensione; di conseguenza, il motore non potrebbe applicare alcuna coppia. Tuttavia, la coppia di carico e il momento di attrito nei cuscinetti provocano una differenza tra la velocità del rotore e del campo rotante e, pertanto, un equilibrio tra la coppia di accelerazione e la coppia di carico. Il funzionamento del motore è asincrono.

Questa differenza aumenta o diminuisce in funzione del carico del motore, ma non è mai pari a zero, poiché c’è sempre attrito, anche in caso di funzionamento a vuoto. Se la coppia di carico supera la coppia di accelerazione massima che può essere generata dal motore, il motore “cade” in uno stato operativo inammissibile che potrebbe causare dei danni termici.

Il movimento relativo tra la velocità del campo rotante e la velocità meccanica, necessario a garantire il funzionamento, viene definito scorrimento “s” ed è indicato dal valore percentuale della velocità del campo magnetico. Nei motori a potenza ridotta lo scorrimento può essere compreso tra il 10% e il 15%, mentre nei motori trifase di potenza superiore può variare tra il 2% e il 5% circa.

Prestazioni operative
Il motore trifase a gabbia di scoiattolo prende l’energia dalla rete di alimentazione elettrica e la trasforma in potenza meccanica, ovvero in velocità e coppia. Se il motore funzionasse senza perdite, la potenza meccanica di uscita Pout corrisponderebbe alla potenza elettrica assorbita in entrata Pin.

Tuttavia, anche nei motori elettrici modugno si hanno delle perdite, come avviene sempre quando si ha una conversione energetica: a causa dell’accumulo di calore in un conduttore di corrente si hanno perdite nel rame PCu e perdite a livello di barra PZ. Le perdite nel ferro PFe sono causate dal calore generato durante la rimagnetizzazione del pacco laminato con frequenza di rete. Le perdite da attrito PRb sono dovute all’attrito nei cuscinetti mentre le perdite d’aria sono riconducibili all’uso dell’aria di raffreddamento. L’efficienza della macchina è data dal rapporto tra la potenza di uscita e quella assorbita.

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